22 giugno 2022


Bonus 200 euro. Un aiuto anche per mamme e papà




Il bonus 200 euro - previsto dal decreto Aiuti di maggio 22 - verrà erogato a breve a oltre trenta milioni di italiani per dare respiro a chi percepisce stipendi e pensioni e negli ultimi mesi ha subito il contraccolpo d'inflazione e aumento dei prezzi. 


Ecco i requisiti validi per ricevere questo sussidio:

1. avere un reddito massimo di 35.000 euro nel 2021,

2. fruire dell’esonero dello 0,8% per almeno un mese, che avviene per mensilità di importo fino a 2.692 euro,

3. non percepire trattamenti pensionistici o reddito di cittadinanza (da autocertificare tramite l’apposito modulo). 


Le procedure sono attualmente in fase di definizione puntuale, ma sono già a disposizione alcune indicazioni a seconda della categoria di destinatari/e a cui si appartiene:



Dipendenti e pensionati

La scadenza per fare domanda è fissata a luglio e - considerato che il datore di lavoro non è sempre in possesso di tutte le informazioni necessarie per determinare se il/la lavoratore/trice abbia o meno l’indennità - è necessaria una dichiarazione che solo il/la dipendente del settore privato deve compilare obbligatoriamente per ottenere il beneficio.


Anche chi attualmente sta usufruendo di congedi parentali o straordinari, maternità obbligatoria o cassa integrazione ne ha diritto nonostante non stia ricevendo momentaneamente una retribuzione (vedi Messaggio INPS n° 2505 del 21-06-2022).


L'accredito è automatico per chi percepisce una pensione.



Partire IVA

Non c’è ancora una data certa perché si è ancora in attesa di conoscere i requisiti reddituali richiesti dal decreto ministeriale, gli importi del bonus e le modalità di erogazione. 



Altre categorie

Anche i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, i percettori del reddito di cittadinanza (erogazione automatica), i collaboratori domestici, gli stagionali o intermittenti, e i lavoratori autonomi occasionali ne hanno diritto.



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17 giugno 2022


Lavoro e maternità si possono conciliare?




E' uscito da pochi giorni il libro â€œL’età del cambiamento. Come ridiventare un Paese per giovani” di Silvia Sciorilli Borrelli, corrispondente da Milano per il Financial Times. Un saggio in cui dedica un intero capitolo ad un tema fondamentale per lo sviluppo del paese, ovvero la conciliazione di maternità e lavoro. Il titolo la dice già lunga: “Vietato riprodursi”! e nel testo si sottolinea che l'Italia, con il più basso tasso di natalità tra i paesi dell’OCSE, è ancora carente di infrastrutture sociali e garanzie sufficienti per una giovane donna di diventare madre senza il rischio di interrompere la propria carriera.


L'autrice porta alcuni dati a sostegno della sua tesi e fa riferimento ad un sondaggio realizzato da Freeda, un progetto editoriale digitale che conta su una community di oltre 9 milioni di persone nel mondo e fotografa un mondo del lavoro ostico per le nuove generazioni, soprattutto per chi decide di metter su famiglia, in cui prevale un pregiudizio ancora forte che vede nella maternità un grosso svantaggio. Le lavoratrici riconoscono le difficoltà nella propria carriera nel momento in cui decidono di avere figli o ancora solo desiderarli. E sono paure che si concretizzano anche negli ultimi casi di cronaca, dal test di gravidanza negativo richiesto per partecipare ad un concorso in provincia di Torino alle ultime dichiarazioni dell'imprenditrice Elisabetta Franchi.


La ricerca quantitativa si basa sulla somministrazione di un questionario online, che ha coinvolto donne italiane, britanniche, spagnole e latino-americane. Appartengono ad una fascia d’età che  va da 24 a 44 anni, ovvero tra Millennials e Generazione Z, e il 72% è già mamma. La maggior parte ritiene di percepire una retribuzione bassa rispetto alla propria preparazione o competenza: solo il 34% la considera adeguata. Tra chi desidera avere un bambino, il 44% pensa che il proprio stipendio non sarebbe sufficiente a mantenerli. E sono una minoranza le persone under 35 con un posto a tempo indeterminato, per lo più uomini.


Nonostante chiedere ad una donna se ha intenzione di avere figli nel corso di un colloquio di lavoro sia una pratica discriminatoria illegale, come indicato dal Codice delle Pari Opportunità, sono molte le donne a cui viene richiesto: il 42% delle intervistate afferma di averla ricevuta, e la maggior parte di loro l'ha trovata fuori luogo (91%). Ma come hanno risposto? Il 72% è stato sincero, solo il 15% ha mentito e il 13% non ha risposto.


Il 77% delle intervistate ritiene che le donne si trovino di fronte ad un bivio tra carriera e famiglia: la maggior parte ritiene che avere figli sia un ostacolo alla crescita professionale, il 59% ha o ha avuto paura di comunicare ai propri superiori una gravidanza. La preoccupazione principale è quella di un demansionamento, ma il 21% teme un licenziamento.


Alla domanda “pensi di volere figli?” il 69% delle intervistate ha risposto affermativamente. Tuttavia, tra coloro che hanno risposto ‘no’ quasi la metà (il 49%) ha scelto tra le motivazioni le potenziali conseguenze negative sulla carriera, mentre il 23% pensa che con il proprio stipendio non sarebbe in grado di poterne curare adeguatamente il mantenimento.


I congedi parentali sono troppo brevi secondo la maggioranza del campione e quasi tutte vorrebbero una più equa suddivisione dei carichi tra genitori: il congedo parentale condiviso sarebbe gradito dall’83% delle rispondenti che vivono con un partner. Tuttavia, solo il 60% ritiene che il compagno accetterebbe di buon grado di restare a casa nella modalità del congedo parentale condiviso. In Italia il 45% delle intervistate che ha figli ed è in coppia ha preso più di 26 settimane di congedo, mentre il 27% dei partner ha preso solo 4-6 giorni.


“La politica del congedo parentale condiviso rappresenta una modalità efficace per superare lo stereotipo culturale che demanda totalmente alle donne la cura della famiglia e dei figli, a discapito dello sviluppo professionale” ha dichiarato Andrea Scotti Calderini, CEO e CO-Fondatore di Freeda. “Ascoltando la nostra community si evince preoccupazione attorno al tema della maternità e alla possibilità che possa rappresentare per le donne un ‘gradino rotto’, ossia un momento di svantaggio competitivo rispetto ai colleghi. È necessario che imprese e politica lavorino insieme per promuovere un nuovo approccio a favore dell’inclusione e della parità di genere. A questo proposito, i nuovi media hanno una grande responsabilità per sensibilizzare e stimolare un cambio di passo”.


Vuoi saperne di più sui congedi attualmente a disposizione e le modalità per farne richiesta? visita la pagina Congedi.



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18 maggio 2022


Voucher scuola della Regione Piemonte: si può fare domanda per l'a.s. 22/23


C'è tempo fino al 21 giugno (ore 12) per fare domanda per il voucher scuola a.s. 22/23 che mette a disposizione la Regione Piemonte!


Ogni anno viene dato a studenti/sse con difficoltà economiche un aiuto per affrontare le spese scolastiche, ovvero un voucher che viene erogato, sulla base di una graduatoria, alle famiglie con figli/e nell’età dell’obbligo di istruzione tra i 6 e i 16 anni. Ecco le informazioni in sintesi:




Ci sono due tipi di voucher :

Voucher “Iscrizione e frequenza” (A), che può essere utilizzato per pagare le rette di iscrizione e frequenza delle sole scuole paritarie. Fermo restando anche per tale voucher il requisito generale ISEE non superiore a 26.000 Euro, le famiglie che hanno un  I.S.E.E. non superiore a euro 15.748,78 possono dichiarare la volontà di utilizzare parte del voucher “Iscrizione” per l'acquisto dei libri di testo, (importo di 150,00 euro per la scuola secondaria di primo grado e di 250,00 euro per la scuola secondaria di secondo grado).


Voucher libri di testo, materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione, attività integrative previste dai piani dell'offerta formativa, trasporti (B), che può essere utilizzato per: acquisto di libri di testo nuovi o usati, cartacei o digitali, vocabolari, libri di narrativa, anche in lingua straniera, consigliati dalle scuole; acquisto di materiali specifici finalizzati alla didattica che sostituiscono o affiancano il libro di testo per gli allievi disabili, con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o con esigenze educative speciali (EES); hardware: PC, Tablet, lettori e-book, stampanti; software: programmi e sistemi operativi ad uso scolastico anche per gli allievi disabili, con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o con esigenze educative speciali (EES); materiale per archiviazione di dati: chiavette USB, CD ROM; memory card, hard disk esterni; calcolatrici elettroniche; materiale per disegno tecnico, escluso il materiale di consumo; materiale per disegno artistico, escluso il materiale di consumo; strumenti di protezione individuale ad uso laboratoriale; strumenti musicali richiesti dalle scuole per attività didattica; attività volte all’arricchimento dell’offerta formativa incluse nei Piani dell’offerta formativa dell’Istituzione scolastica, comprese le visite di istruzione; contributo scolastico volontario; trasporti: titoli di viaggio utilizzati dagli studenti per il trasporto scolastico.


Consigli utili:

1. verificare di essere dotati di SPID (o CIE o TS-CNS). Le altre credenziali non saranno più valide.

2. tenere a portata di clic l'attestazione ISEE 2022 prima della presentazione della domanda.

Chi non ha mai presentato richiesta per il voucher scuola, può registrarsi su PiemonteTU, un unico punto di accesso per avere a disposizione tutti i servizi di maggiore utilità della Regione Piemonte e dei Comuni aderenti.


Per ulteriori info: https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/voucher-scuola-as-2022-2023 



10 maggio 2022


RI+NASCITA: GIOVANI+DONNE+IMPRENDITRICI. Un convegno di CNA Biella






Segnaliamo questo interessante appuntamento per riflettere su temi, quali conciliazione tra lavoro e vita privata, avvio e gestione di un’attività imprenditoriale, sviluppo e consolidamento delle imprese femminili con il Fondo Impresa Donna: il convegno â€œRI+NASCITA, GIOVANI + DONNE +IMPRENDITRICI” organizzato dai Giovani Imprenditori CNA Biella e Impresa Donna di CNA Biella che si terrà venerdì 13 maggio alle 18.00 a Palazzo Gromo Losa a Biella Piazzo. 

Sono principalmente donne, le relatrici che racconteranno il mondo dell’impresa donna portando esperienze e possibilità, per dare spazio a nuove concezioni di fare imprenditoria, che si fondano sulla possibilità di coniugare maggiormente i bisogni di una società in continuo sviluppo e che vede nell’imprenditoria giovanile, e femminile, un’opportunità .


Il programma


Dopo i saluti istituzionali del Presidente di CNA Biella Gionata Pirali e del Presidente Nazionale Giovani Imprenditori Marco Vicentini interverranno, affrontando temi di stretta attualità legati ai giovani e alle giovani imprenditrici: Valentina Masserano, Vice Presidente Impresa Donna Biella, che parlerà di YOLO Economy, per lavorare in proprio mantenendo un equilibrio tra la vita lavorativa e quella personale, includendo passioni, attività formative e interessi ad ampio raggio. Stefania Ploner, Presidente del Comitato Piccola Industria dell’Unione Industriale Biellese, trarrà spunti dalla propria esperienza personale di conciliazione. A seguire Giovanna Prato, Presidente del Comitato per le Pari Opportunità istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Biella, spiegherà come sviluppare e consolidare le imprese femminili con il Fondo Impresa Donna e Franca Lizza, project Manager con competenze su creazione e gestione di start-up, affronterà l’importante e attuale tema del fondo impresa femminile e delle opportunità e gli incentivi per la nascita delle imprese femminili.


Oltre a questi interventi principali sono previste una breve serie di letture a cura di alcune imprenditrici di CNA Biella. Tra di loro:  Annalisa Zegna, Presidente Impresa Donna Biella, Alessandra Eusebio, Giovani Imprenditori CNA Biella, Maria Cristina Pegoraro, Impresa Donna Biella e Azzurra Maggia, Giovani Imprenditori CNA Biella.


Le conclusioni del convegno al Presidente dei Giovani Imprenditori CNA Piemonte Andrea Valentini.


Le dichiarazioni di promotori e promotrici


Andrea Valentini, Presidente Giovani Imprenditori dichiara: “L’esigenza di questo evento è quella di riuscire a fare un convegno che non sia solo utile per le imprenditrici, ma che riesca soprattutto a dare informazioni chiare rispetto a una situazione imprenditoriale un po’ anomala. Siamo stati abituati, negli ultimi dodici anni, a vedere crisi alternate da qualche possibile ripartenza, l’ultima delle quali interrotta bruscamente dalla pandemia. La crisi ha inevitabilmente generato delle accelerazioni e delle opportunità, che tuttavia vanno gestite. Per questo diventa importante dare informazioni più dettagliate. In fondo, il compito delle associazioni dovrebbe essere proprio questo: fornire supporto. In quest’ottica sono stati individuati dei relatori con un giusto mix di caratteristiche per rappresentare sia imprenditori giovani che non più giovani. Ognuno con un focus su un tema. Giovanna Prato e Franca Lizza sui temi del PNNR e Valentina Masserano sulla nuova tendenza della creazione d’impresa racchiusa nella YOLO economy. E per tutto quanto il mondo della conciliazione, vita privata e sfera lavorativa ci siamo rivolti alla dottoressa Stefania Ploner”. 


Annalisa Zegna, Presidente Gruppo Impresa Donna CNA Biella spiega: “Si può essere imprenditrici di successo oggi? La risposta è certamente sì, ma vorrei aggiungere: anche con gli adeguati aiuti governativi. E’ per questo che abbiamo immaginato questo convegno, che ha esattamente l’intento di fornire informazioni e supporto ai giovani e alle giovani imprenditrici. Le donne che oggi si dedicano alla vita imprenditoriale hanno necessità di trovare nuovi sbocchi. E i fondi del PNNR vanno in questa direzione, supportando sia la nascita di nuove imprese sia lo sviluppo delle imprese femminili esistenti”.



8 maggio 2022


Festa della mamma. Un momento giusto per parlare di conciliazione!





In occasione della festa della mamma, vi segnaliamo i dati diffusi da Save the Children, nel 7° Rapporto ‘Le Equilibriste: la maternità in Italia 2022’. Ne emerge un quadro critico, a partire dal tasso di natalità che nel 2021 tocca il minimo storico dall’Unità d’Italia. I nuovi nati e le nuove nate diminuiscono al di sotto della soglia dei 400mila (399.431), calano dell’1,3% sul 2020 e di quasi il 31% rispetto al 2008. Uno scenario molto complesso, quindi, nel quale le mamme sono alla continua ricerca di un equilibrio tra vita familiare e lavorativa, con pochi supporti e con un carico di cura importante, aggravato negli ultimi anni a causa della pandemia.


In Italia si diventa mamme sempre più tardi (l’età media al parto delle donne è 32,4 anni) e il numero di figli/e diminuisce, attestandosi a 1,25 figli per donna in media. Ancora troppo spesso rinunciano a lavorare a causa degli impegni familiari (il 42,6% delle donne tra i 25 e i 54 anni con figli/e, risulta non occupata), con una differenza rispetto ai papà di più di 30 punti percentuali, o nel caso in cui mantengano il lavoro, hanno frequentemente un contratto part-time  (quasi il 40% delle donne con 2 o più figli/e minorenni). Soltanto poco più di 1 contratto a tempo indeterminato su 10 se si analizzano i dati nel primo semestre 2021, è stato stipulato con una donna. E nell'anno in cui è iniziata la pandemia, ovvero il 2020, si sono contate più di 30mila dimissioni di donne con figli/e, spesso per motivi familiari anche perché non supportate da servizi sul territorio, carenti o troppo costosi, come gli asili nido (nell’anno educativo 2019-2020 solo il 14,7% del totale dei bambini 0-2 anni ha avuto accesso al servizio finanziato dai Comuni).



L’INDICE DELLE MADRI 2022

Lo studio include il MOTHER INDEX, elaborato dall’Istat, che rileva le regioni in cui la condizione delle madri è peggiore o migliore  basandosi su 11 indicatori relativi a cura, lavoro e servizi. Inoltre, anche quest’anno, l’indice mette in luce i principali mutamenti che hanno interessato la condizione delle madri nei diversi territori.

Anche quest’anno, sono le regioni del Nord ad essere più mother friendly, in alcuni casi con valori molto più alti della media nazionale. Regioni in cui è maggiore attenzione sulle condizioni socio-economiche delle donne ed è tangibile uno sforzo maggiore nell’investimento sul welfare sociale. Le province autonome di Bolzano e Trento mantengono da diversi anni le prime posizioni.

Dietro le prime due, seguono l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia, la Lombardia, la Toscana, la Valle d’Aosta e in nostro Piemonte in ottava posizione. Al contrario, le regioni del Mezzogiorno (assieme al Lazio) si posizionano tutte al di sotto del valore di riferimento (pari a 100), evidenziando come sia più difficile per le mamme vivere in alcune di queste. 



LA CURA

L’area della Cura prende in esame due indicatori: il tasso di fecondità (numero di figli per donna) e la distribuzione del lavoro di cura tra i partner genitori con un lavoro. Rispetto all’anno di riferimento (2018), si registra un calo di quasi due punti a livello nazionale. Il peggioramento si rispecchia in tutte le regioni italiane, ma è minore per il Piemonte - che si colloca al 4° posto con 104,012 punti. 


IL LAVORO

L’area Lavoro guarda alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro: sei indicatori riferiti al tasso di occupazione e uno alla mancata partecipazione femminile osservati in base alla classe di età.

In generale sembra registrare una piccola ripresa nel 2021, con un valore pari a circa 100,8. Dal punto di vista territoriale, l’indice mostra le regioni in una sostanziale situazione di stabilità.  Il Piemonte occupa l'8^ posizione con  113,154 punti.  Se nel 2019 si registra un leggero miglioramento della situazione (quasi un punto), nel 2020 la situazione peggiora (poco più di due punti in meno del 100 base). Nel 2021 si registra una ripresa.

Restano molto marcati i divari territoriali con una netta differenza tra Centro-Nord e Sud. Le regioni del Mezzogiorno infatti, rimangono ancora molto sotto il valore di riferimento di 100, come la Campania (69,1), la Sicilia (69,3) o la Calabria (70,9), mentre quasi tutte le altre, anche se di poco, lo superano. 


I SERVIZI

Nel dominio Servizi, si registra un netto miglioramento. Già nella scorsa edizione dell’Indice delle Madri, si intravedevano dei valori a livello nazionale, che potevano far ben sperare per gli anni successivi, trend quindi confermato.

L’indice nazionale passa da 100 a più di 107, con un miglioramento generale in quasi tutte le regioni. Il dato maggiormente significativo sembra essere il gap meno ampio tra Nord e Sud rispetto al 2018: la Sardegna (106,4), per esempio, fa registrare un’ottima performance, superiore anche al Piemonte (106,3) per aumento dell’indice. 


GENDER GAP SUL LAVORO 

Lo scenario rileva un mancato sostegno pubblico alle mamme, dato dalle notevoli disparità di genere in Italia a prescindere dalla decisione delle donne di avere figli/e: per le diplomate, ad esempio, i salari sono sempre inferiori e il divario di genere tende ad aumentare nel tempo. Il reddito mensile lordo medio stimato per i ragazzi nell’anno del diploma ammontava a 557 euro, mentre per le ragazze a 415.

Nell’anno successivo, in cui i lavori cominciano ad essere più stabili, sale a 921 euro per gli uomini, mentre per le donne è 716 euro. Alle soglie dei 30 anni, gli uomini mostrano una traiettoria salariale ancora in crescita; quella femminile invece si ferma. Succede, quindi, che il reddito della donna all’interno di una famiglia – essendo il più basso – diventa sacrificabile, generando un circolo vizioso che favorisce l’esclusione femminile dal mercato del lavoro. Anche la piccola ripresa economica dello scorso anno è caratterizzata da ingiustizie di genere: delle 267.775 trasformazioni contrattuali a tempo indeterminato del primo semestre 2021, le donne non superano il 38%. 


Le donne sono, dunque, le ultime ad entrare e le prime ad uscire, come sottolineato dal Cnel. A differenza degli uomini, sono ancora in notevole svantaggio quando, nei loro orizzonti di vita decidono avere un figlio. E questo avviene non solo sul versante occupazionale, ma anche su quello retributivo, tanto che ormai questa condizione viene definita ‘motherhood penalty’ (o ‘child penalty gap’). Secondo il Rapporto ‘Le Equilibriste’, il 42,6% delle donne con figli nella fascia d’età 25-54, infatti, risulta non occupata, con uno divario rispetto agli uomini di più di 30 punti percentuali. Il dato cambia notevolmente a seconda delle aree del Paese, arrivando a sfiorare il picco del 62,6% nel Mezzogiorno, seguito dal 35,8% al Centro e da un 29,8% al Nord. Inoltre, mentre il tasso di occupazione dei padri tende a crescere all’aumentare del numero di figli minorenni presenti nel nucleo, al contrario, quello delle madri tende a diminuire. A fronte del 61% di madri con un figlio minorenne occupate (tre donne su 5), gli uomini nella stessa condizione che hanno un lavoro sono l’88,6%. Il divario aumenta quando, entrambi i generi hanno due o più figli minorenni (donne occupate 54,5% a fronte dell’89,1% degli uomini), con una differenza di 34,6 punti.


Come sottolineano molte delle indagini pubblicate sia in Italia che all’estero, le conseguenze della recessione causata dal Covid-19 hanno colpito soprattutto le donne: anche se i dati si differenziano da Paese a Paese, in media le stime internazionali indicano una diminuzione maggiore delle ore lavorate e dei tassi di occupazione femminile rispetto ai dati maschili. Anche i dati sulle dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri di bambini/e di 0-3 danno uno spaccato significativo: su 42.377 casi nel 2020, il 77,4% riguarda donne. Le lavoratrici madri sono 77,2% (30.911) del complesso delle dimissioni volontarie, a fronte delle 9.110 dei padri. Sul totale delle motivazioni indicate quella più frequentemente segnalata continua ad essere la difficoltà di conciliazione della vita professionale con le esigenze di cura dei figli.


Lo squarcio pandemico è stato un acceleratore di disuguaglianze sociali, economiche, educative e le donne sono state le vittime principali. La recessione economica è stata definita una ‘shecession’ ed i dati mostrano che è ancor di più una ‘momcession’. Sono necessarie misure efficaci, organiche e ben mirate che permettano di bilanciare le esigenze dell’essere madri e quelle dell’accesso e della permanenza nel mondo del lavoro”, il miglior regalo che si potrebbe fare in occasione della festa della mamma.


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3 maggio 2022


Voucher scuola della Regione Piemonte: si potrà fare domanda a breve per l'a.s. 22/23


Ogni anno la Regione Piemonte assegna a studenti/sse con difficoltà economiche un aiuto per affrontare le spese scolastiche, ovvero un voucher che viene erogato, sulla base di una graduatoria, alle famiglie con figli/e nell’età dell’obbligo di istruzione tra i 6 e i 16 anni. 


Ci sono due tipi di voucher :

- Voucher “Iscrizione e frequenza” (A), che può essere utilizzato per pagare le rette di iscrizione e frequenza delle sole scuole paritarie. Fermo restando anche per tale voucher il requisito generale ISEE non superiore a 26.000 Euro, le famiglie che hanno un  I.S.E.E. non superiore a euro 15.748,78 possono dichiarare la volontà di utilizzare parte del voucher “Iscrizione” per l'acquisto dei libri di testo, (importo di 150,00 euro per la scuola secondaria di primo grado e di 250,00 euro per la scuola secondaria di secondo grado).


- Voucher libri di testo, materiale didattico e dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione, attività integrative previste dai piani dell'offerta formativa, trasporti (B), che può essere utilizzato per: acquisto di libri di testo nuovi o usati, cartacei o digitali, vocabolari, libri di narrativa, anche in lingua straniera, consigliati dalle scuole; acquisto di materiali specifici finalizzati alla didattica che sostituiscono o affiancano il libro di testo per gli allievi disabili, con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o con esigenze educative speciali (EES); hardware: PC, Tablet, lettori e-book, stampanti; software: programmi e sistemi operativi ad uso scolastico anche per gli allievi disabili, con disturbi specifici di apprendimento (DSA) o con esigenze educative speciali (EES); materiale per archiviazione di dati: chiavette USB, CD ROM; memory card, hard disk esterni; calcolatrici elettroniche; materiale per disegno tecnico, escluso il materiale di consumo; materiale per disegno artistico, escluso il materiale di consumo; strumenti di protezione individuale ad uso laboratoriale; strumenti musicali richiesti dalle scuole per attività didattica; attività volte all’arricchimento dell’offerta formativa incluse nei Piani dell’offerta formativa dell’Istituzione scolastica, comprese le visite di istruzione; contributo scolastico volontario; trasporti: titoli di viaggio utilizzati dagli studenti per il trasporto scolastico.


La Regione Piemonte comunica che in vista dell'apertura del bando per l'assegnazione dei voucher scuola 2022-2023, può essere utile:

1. verificare di essere dotati di SPID (o CIE o TS-CNS). Le altre credenziali non saranno più valide.

2. tenere a portata di clic l'attestazione ISEE 2022 prima della presentazione della domanda.

Chi non ha mai presentato richiesta per il voucher scuola, può registrarsi su PiemonteTU, un unico punto di accesso per avere a disposizione tutti i servizi di maggiore utilità della Regione Piemonte e dei Comuni aderenti.


Seguiranno ulteriori informazioni e aggiornamenti.



2 marzo 2022


Disability card: un nuovo aiuto a favore di persone con disabilità




Sarà attiva a partire da aprile 2022 la Disabililty card, il nuovo strumento per migliorare l’inclusione delle persone con disabilità che vivono nei paesi dell'Unione Europea. 

Una tessera per offrire servizi gratuiti o a costo ridotto in diversi ambiti:

- cultura,

- tempo libero,

- sport,

- trasporti. 


Si potrà richiedere all'INPS a partire da aprile 2022 e secondo le prime stime ad usufruirne saranno 4 milioni di persone, con un'invalidità che va dal 67% al 100%. Attualmente si è in attesa che l'Istituto metta a disposizione la modulistica per permettere ai cittadini che avranno il diritto di farne domanda. Per maggiori informazioni è già attivo il portale Eu Disability Card!



Ma nel frattempo chi fosse interessato/a può usufruire del nuovo servizio QR-Code dell’invalidità civile, grazie al quale è possibile attestare lo status di invalido/a direttamente dallo smartphone o dal tablet, senza più la necessità di mostrare il verbale sanitario e così accedere alle agevolazioni e ai benefici in maniera più semplice e veloce. Si tratta di un codice a matrice nel quale sono memorizzate informazioni leggibili da dispositivi mobili, che offre la garanzia di informazioni sempre aggiornate e attendibili in quanto collegato alla persona, e non a uno specifico verbale. Per ottenerlo basta collegarsi al servizio online "Generazione QR-Code invalidi civili per attestazione status", sul portale dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali.




Per saperne di più sulle altre agevolazioni a disposizione e le modalità per farne richiesta visita la pagina Bonus.



Foto by Markus Winkler on Unsplash



24 gennaio 2022


Congedi parentali COVID




I tuoi bambini sono in quarantena e non possono frequentare la scuola? Fino al 31 marzo 2022 è attiva la misura dedicata ai genitori per aiutarli in questa situazione! Mamme o papà dipendenti privati e pubblici, lavoratori/trici iscritti/e alla Gestiione Separata e la autonomi iscritti all'INPS hanno diritto al Congedo COVID e stare con i propri figli e le proprie figlie minori di 14 anni. Di seguito riassumiamo le indicazioni per approfittare di questo supporto. 


Per quali motivi si può richiedere?


- infezione da SARS Covid-19 del figlio/a,

- quarantena da contatto del/lla figlio/a ovunque avvenuto,

- sospensione dell'attività didattica o educativa in presenza.


Può essere utilizzato senza limiti di età per la cura di figli/e con disabilità in situazione di gravità (L. 104), iscritti/e a asili nido, scuole di ogni ordine e grado (scuole dell'infanzia) per i/le quali sia stata disposta la sospensione dell'attività didattica o educativa in presenza o ospitati/e in centri diurni a carattere assistenziale per i/le quali sia stata disposta la chiusura.


Chi ha figli/e tra i 14 e i 16 anni può assentarsi dal lavoro, ma non riceverà nessuna indennità.

Attenzione!
Il congedo può essere fruito solo nel caso in cui i genitori non possano svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile (smart working) e in alternativa ad essa. 
Si può fruire del congedo anche in modalità oraria (i genitori possono usufruirne anche nello stesso giorno solo se le ore richieste non si sovrappongono).
E' possibile fruire del congedo anche in modalità oraria.


                                          

Quando
La durata massima del congedo coincide con il periodo di quarantena disposto dal provvedimento dell’ASL locale competente. In caso di proroga del provvedimento o di nuovi provvedimenti emessi per lo stesso oppure per un altro/a figlio/a convivente, il congedo è fruibile durante i periodi di quarantena disposti per i/le figli/e.


Il periodo valido per l'utilizzo va dal 22 ottobre 2021 e fino al 31 marzo 2022.


Quanto spetta
L'indennità erogata è pari al 50% della retribuzione con copertura della contribuzione figurativa.


Come si richiede
Per presentare domanda lavoratori/trici dipendenti devono utilizzare la procedura dell’INPS per la 'domanda di congedo parentale', all'interno della quale, dopo la compilazione dei dati anagrafici dell'altro genitore è necessario scegliere l'opzione "Richiesta di uno dei congedi istituiti per emergenza COVID-19" e successivamente l'opzione “Congedo parentale SARS CoV-2 (D.L. n.146 del 21/10/2021)”. In alternativa ci si può rivolgere ai patronati del territorio. 


Inoltre, pochi giorni fa l'INPS ha comunicato anche le modalità per la presentazione delle domande di “Congedo parentale SARS CoV-2” per genitori lavoratrici e lavoratori autonomi iscritti all’Inps e per quelli iscritti alla Gestione separata, per la quale sarà necessario utilizzare la procedura per l'acquisizione delle “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito” – Servizio “Maternità”, selezionando la voce “Congedo Parentale” e la tipologia di lavoratore “Autonomi” o “Gestione separata” - “Tipo richiesta”, selezionare “Richiesta di uno dei congedi istituiti per emergenza COVID-19” e nella pagina “Richiesta congedi istituiti per emergenza COVID-19” scegliere la richiesta “Congedo parentale SARS CoV-2 (D.L. n.146 del 21/10/2021)”.




Per saperne di più


Scheda INPS


E per avere una panoramica sulle altre possibilità a disposizione e le modalità per farne richiesta visita la pagina Congedi.


Foto di David Mao - Unsplash 




        16 gennaio 2022


        Nuovi strumenti per aiutare le famiglie!





        Il 2022 inizia con novità molto importanti sul fronte della conciliazione tra lavoro e vita privata!

        Ecco le opportunità a disposizione in questo nuovo anno..


        Assegno Unico e Universale per figli a carico:  è la misura di sostegno che spetta a TUTTE le famiglie (con lavoratori/trici dipendenti, autonomi, disoccupati e incapienti) che abbiano figli minorenni o maggiorenni a carico fino al compimento dei 21 anni a determinate condizioni e senza limiti di età per i figli con disabilità. L’entità dell’assegno, a seconda dell'ISEE, va da un minimo di €50,00 fino a un massimo €175,00 mensili per ogni figlio/a. Verrà erogato a partire da marzo 2022 e si può già presentare domanda, sostituirà l'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) ai nuclei familiari con figli e le detrazioni fiscali per i figli a carico. Visita la pagina Bonus per leggere la scheda relativa. 




        Bonus asilo nido: è il contributo per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati e forme di assistenza a casa in favore di bambini/e con meno di tre anni malati/e affetti da gravi patologie croniche (attestate dal/lla pediatra di libera scelta). Visita la pagina Bonus per leggere la scheda relativa. 




        Congedo di paternità: è un diritto del papà lavoratore dipendente (anche adottivo o affidatario), che può essere utilizzato subito dopo la nascita del bambino/a (o l'adozione/affidamento) entro e non oltre il 5° mese di vita (o di ingresso in famiglia/Italia in caso di adozione e affidamento) e gli permette di astenersi dal lavoro per 10 giorni (durata confermata anche nella Legge di Bilancio per il 2022), anche in caso di morte perinatale del/lla figlio/a. Si aggiunge a quello della mamma e spetta indipendentemente dal diritto della stessa al proprio congedo di maternità. Visita la pagina Congedi per leggere la scheda relativa. 




        Sostegno alla maternità per lavoratrici e lavoratori autonomi: dopo i 5 mesi di maternità obbligatoria ed entro il primo anno dalla nascita o dall'adozione, le madri lavoratrice autonome e professioniste (o i padri se ne hanno i requisiti) possono fare richiesta di ulteriori 3 mesi d'indennità! Tale beneficio è riservato SOLO a chi, nell’anno precedente l’inizio del periodo di maternità, abbia avuto un reddito inferiore a 8.145 euro e sia in regola con il pagamento dei contributi! Visita la pagina Congedi per leggere la scheda relativa. 



        Congedo COVID: si tratta dell'astensione dal lavoro pagata al 50% per i genitori lavoratori dipendenti, lavoratori/trici iscritti/e in via esclusiva alla Gestione separata e lavoratori/trici autonomi iscritti all’Inps con figli/e conviventi minori di 14 anni o figli/e con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, anche non conviventi e senza limite di età, iscritti/e a scuole di ogni ordine e grado, in una di queste situazioni: sospensione dell’attività didattica in presenza, o chiusura dei centri diurni a carattere assistenziale frequentati, per quarantena da contatto con una persona che ha contratto il COVID, malattia da COVID.  E' stata confermato fino al 31 marzo 2022. Visita la pagina Congedi per leggere la scheda relativa. 


        Per saperne di più su tutte le possibilità di conciliazione visita la pagina Strumenti.



        Photo di Kelly Sikkema on Unsplash



        12 novembre 2021


        Reddito di libertà per donne vittime di violenza




        Arriva il Reddito di Libertà, una misura di cui possono beneficiare le donne vittime di violenza, senza figli/e o con figli/e minori, finalizzata a sostenerle nel loro percorso verso l’autonomia.


        Consiste in un contributo economico, che può raggiungere al massimo i 400 euro mensili, per un massimo 12 mesi, volto prioritariamente a coprire le spese per garantire l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale, o ancora il percorso scolastico e formativo dei figli o delle figlie minori. Ed è compatibile con altri strumenti di sostegno al reddito.




        Per chi?


        Donne residenti nel territorio italiano cittadine italiane o comunitarie oppure, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno e ancora straniere con lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria che hanno subito violenza e sono seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza




        Come funziona?


        L'INPS con la circolare 8 novembre 2021, n. 166 ha indicato le linee guida da seguire, specificando i requisiti di accesso al beneficio, il regime fiscale e le compatibilità con altre misure di sostegno come il Reddito di Cittadinanza o altri sussidi economici quali ad esempio REM, NASpI , Cassa Integrazione Guadagni , ANF, ecc.


        Sono fornite, inoltre, le indicazioni per la compilazione e la presentazione della domanda che deve essere presentata all’INPS dalle donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, tramite il Comune di residenza, utilizzando il modello allegato alla circolare.


        Le domande non ammesse “per insufficienza di budget” potranno essere accolte in un momento successivo.


        Per saperne di più sulle altre possibilità a disposizione e le modalità per farne richiesta visita la pagina Bonus.



        Foto di Hanna Zhyhar -  Unsplash



        18 ottobre 2021


        Assegno per le famiglie monoparentali con figli disabili




        A breve sarà attiva la misura dedicata ai genitori disoccupati o monoreddito con figli disabili a carico e una famiglia monoparentale! E' stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 e definita nel dettaglio dal relativo Decreto attuativo, predisposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze - pubblicato sul sito istituzionale il 14 ottobre. Ad oggi manca solo la circolare INPS, che dovrebbe indicare le modalità con cui farne richiesta.

        Si tratta di un contributo mensile che va da un minimo di 150 euro fino ad un massimo di 500, a favore di un genitore disoccupato o monoreddito che abbia un/a figlio/a a carico con una disabilità non inferiore al 60% e se ne potrà usufruire per un triennio che va dal 2021 al 2023.


        Di seguito riassumiamo le indicazioni contenute nel decreto.



        Per chi?


        Mamma e papà devono avere le seguenti caratteristiche: senza lavoro o con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 8.145 euro all’anno o 4.800 euro annuo se da lavoro autonomo; monoreddito, detto in altri termini deve ricavare il proprio reddito esclusivamente dall’attività lavorativa o deve percepire un trattamento pensionistico previdenziale. L'eventuale proprietà della casa di abitazione non viene considerata; far parte di un nucleo familiare monoparentale (non dev'essere presente nel nucleo l'altro genitore); residente in Italia; avere un ISEE non superiore ai 3.000 euro. Nel caso di nuclei con minorenni l’ISEE è calcolato ai sensi dell’articolo 7 del decreto del consiglio dei ministri n.159 del 2013; far parte di un nucleo familiare con figli/e a carico con disabilità riconosciuta non inferiore al 60%, ovvero mantenuti dal proprio genitore. Per essere considerato a carico, il/la figlio/a deve avere un reddito inferiore ai 4.000 euro fino ai 24 anni e inferiore ai 2.840,51 con più di 24 anni.



        Come funzionerà?


        Il genitore dovrà presentare ogni anno richiesta all'INPS, in via telematica, attraverso gli appositi canali attualmente in fase di definizione. Sarà l’INPS stessa a diramare una circolare con modalità e scadenze per l’invio della domanda.


        Il bonus verrà erogato mensilmente e l’importo base sarà pari a 150 euro mensili,  potrà cambiare all’aumentare del numero di figli/e a carico con disabilità fino ad un massimo di 500 euro.


        La misura ha una copertura finanziaria di 5 milioni di euro per ogni anno dal 2021 al 2023. Se le risorse non saranno sufficienti, si procederà per gradi di priorità sulla base di: ISEE più basso, figli minorenni non autosufficienti e grado di disabilità.


        Inoltre l’assegno verrà sospeso per tutto il periodo nel caso in cui il/la figlio/a con disabilità sia stato/a ricoverato/a in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello stato.


        Per saperne di più sulle altre possibilità a disposizione e le modalità per farne richiesta visita la pagina Bonus.



        Foto di Alfonso Scarpa -  Unsplash



        9 settembre 2021


        Illegittimo escludere gli stranieri dagli aiuti alla famiglia. Lo dice la Corte di Giustizia dell'Unione Europea





        La Corte di Giustizia dell’Unione europea, in una sentenza depositata il 2 settembre 2021, ha dichiarato illegittime le norme che escludono cittadini e cittadine stranieri privi di permesso di lungo periodo da alcuni strumenti di conciliazione, quali bonus bebè e indennità di maternità per le madri disoccupate. Lo annuncia l'ASGI - Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione - che, attraverso i suoi legali, si è impegnata in questi anni in tutti i tribunali d’Italia e ha lungamente segnalato la necessità di intervenire su tali disposizioni, in contrasto con l’art. 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione e con la direttiva 2011/98,  la quale dà il diritto alla sicurezza sociale a tutti gli stranieri con un permesso di soggiorno anche breve con cui è consentito lavorare.

        L’avv. Alberto Guariso di ASGI, che ha assistito i ricorrenti davanti alla Corte, ha dichiarato â€œLa sentenza conferma che il diritto dell’Unione può dare un contributo importante alla affermazione dei principi di uguaglianza, ma spiace constatare che per molti anni la metà delle mamme e delle famiglie straniere sono state illegittimamente escluse – per ragioni puramente ideologiche –  da importanti prestazioni di sostegno che avrebbero garantito un maggiore integrazione sociale, con beneficio non solo per gli stranieri ma per l’intera collettività”.


        L’INPS dovrà erogare le prestazioni a tutti gli stranieri e le straniere la cui domanda era stata respinta.


        Dall'altra parte da gennaio 2022 in avanti le due prestazioni dovrebbero scomparire per lasciare spazio all’assegno unico che non prevede tale esclusione, ma nemmeno una chiara estensione a tutti gli stranieri e le straniere destinatari della direttiva 2011/98 e potrebbe portare nuove incertezze. Ancora ASGI segnala che restano nel nostro ordinamento altre prestazioni, come il bonus asili nido, riservate esclusivamente ai lungosoggiornanti, che il Parlamento italiano dovrà modificare rapidamente al fine di evitare ulteriori condanne della Corte di Giustizia dell’Unione europea.

        Per saperne di più su assegni di maternità per le mamme disoccupate e bonus bebè visita la pagina Strumenti.



        Foto di Wayne Lee-Sing su Unsplash



        15 luglio 2021


        Women20. Una road map per la parità di genere





        Termina oggi il summit di Women20, composto da donne rappresentanti dei venti paesi più industrializzati. La tre giorni di incontri e discussioni dedicata a lavoro, imprenditorialità femminile, accesso all'istruzione e ai servizi di cura, presenza paritaria nei luoghi decisionali, ma anche di divario salariale e tecnologico. 

        Tante le tappe presenti nella road map per l'uguaglianza di genere e fondamentale la visione che espone Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell'Istat e Chair del W20: "Vogliamo una ripresa donna! Dobbiamo incorporare la diversità come valore nell'azione politica ed economica. La diversità è un valore fondante delle nostre democrazie e non deve essere trattata come una eccezione deviante, è ormai dimostrato che la crescita dell'occupazione femminile fa aumentare il pil e fa aumentare anche la produttività: lo dice il Fondo Monetario Internazionale. Ridisegnamo una nuova visione del mondo, puntiamo sulla strategia educativa, sul cambiamento culturale a tutti i livelli e valorizziamo le competenze femminili in tutti i campi, dotiamo le donne più svantaggiate degli strumenti formativi adeguati per rimettersi in gioco all'indomani di questa crisi terribile per loro. Diamo un nuovo ruolo più rilevante alle donne nelle imprese e alle imprese femminili di piccole e medie dimensioni, miglioriamo  miglioriamo la qualità del lavoro, sviluppiamo l'empowerment e l'autodeterminazione delle donne che hanno subito violenza e dei loro figli specie gli orfani dei femminicidi. E' una vera scommessa, ma le donne possono vincerla se saranno unite e solidali e se si uniranno agli uomini che hanno compreso il valore delle loro proposte. Governi e società civile insieme ce la potranno fare, ma bisogna investirci e tenere il timone dritto... è il momento che il pregiudizio smetta di pregiudicare la vita e la felicità." 

        Per saperne di più sulle possibilità già a disposizione per rendere le donne protagoniste nel mondo del lavoro, bilanciando i carichi di cura tra uomini e donne e le modalità per farne richiesta visita la pagina Strumenti.



        Foto di W20 Italy



        29 giugno 2021


        La qualità della vita a Biella





        Il Sole 24 ore ha pubblicato tre nuovi indici "generazionali" per misurare la qualità della vita di bambini, giovani e anziani nelle diverse province italiane, incrociando i territori con le fasi della vita. Alla base di questi indici si trovano 12 parametri volti a indagare dal punto di vista quantitativo l'attrattività delle province e a documentare così le condizioni di vita,  la capacità delle istituzioni di mettere a disposizioni di cittadini e cittadine servizi efficienti, o ancora gli aspetti su cui migliorare e le aspettative dei più giovani. Ne emerge una classifica che propone un confronto interno e delinea un quadro caratterizzato da numerosi divari territoriali tra nord e sud, ma anche tra aree metropolitane e centri urbani di dimensioni più contenute.


        Come si vive a Biella?
        Se si prende in considerazione l'indicatore sintetico elaborato per bambini e bambine la qualità di vita è buona e la provincia si trova al 15° posto in classifica. I genitori hanno la possibilità di trovare posti disponibili in asili nido (7° posto), gli spazi abitativi sono ampi (10° posto) e lo sono anche i giardini scolastici nel comune capoluogo (6° posto), la maggior parte delle scuole è accessibile e dotata di palestra.

        Per i/le giovani Biella si piazza al 46° posto, con un'elevata percentuale di laureati tra i giovani dai 25 ai 29 anni (14° posto) e un gap ridotto degli affitti tra centro e periferia, aree sportive all'aperto (28° posto), bar e discoteche (25° posto), ma pochi amministratori comunali under 40.

        Per quanto riguarda gli anziani Biella si colloca al 57° posto nella classifica generale grazie alle biblioteche (8° posto) all'importo medio delle pensioni (22° posto), dall'altra parte sono migliorabili la presenza di geriatri (77°) e la spesa per l'assistenza domiciliare (105°).


        Per saperne di più sui servizi attivi sul territorio volti a migliorare la qualità della vita e la conciliazione tra lavoro e vita privata clicca qui.



        Foto di Rinina25/Twice25  



        24 giugno 2021


        G20 del lavoro, al centro occupazione femminile e disparità di genere nel mercato del lavoro




        Ieri a Catania si è conclusa la Riunione dei Ministri del Lavoro G20 con l’approvazione della Dichiarazione finale in cui vengono messi in luce i tre temi che la Presidenza Italiana ha definito centrali nel dibattito dei lavori di quest’anno:


        1. l’occupazione femminile e le disparità di genere nel mercato del lavoro,

        2. l’adattamento dei sistemi di protezione sociale alle trasformazioni in atto,

        3. la regolamentazione di forme di lavoro sempre più diffuse quali il lavoro da remoto e quello mediante piattaforme digitali.

        Tra le priorità trova spazio anche la conciliazione tra lavoro e vita privata. Come si può favorire?

        Secondo Ministre e Ministri va promosso e incentivato l'uso del congedo parentale e di cura condiviso tra uomini e donne, mediante la definizione di periodi di congedo non trasferibili, estesi per durata e ove necessario aumentandone le relative indennità. Ma non solo, anche attraverso campagne di sensibilizzazione per lavoratori e datori di lavoro che non sempre conoscono questi strumenti. E sempre i datori di lavoro vanno incoraggiati a pubblicare le loro politiche di lavoro flessibile e welfare aziendale sui loro siti web. In parallelo vanno scoraggiati orari di lavoro lunghi, mentre è auspicabile estendere gli accordi di lavoro flessibile, progettati per promuovere un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata per donne e uomini, e vanno rafforzati i diritti di lavoratori/trici nel farne richiesta.

        Se da un lato si pensa all'organizzazione del lavoro, dall'altro si rileva la necessità di aumentare gli investimenti nei servizi alla persona, a partire dai servizi educativi per la prima infanzia fino all'assistenza a persona anziane, andando a migliorarne la qualità e a creare le condizioni per facilitarne l'accesso a prezzi calmierati, con particolare attenzione alle famiglie con un reddito basso e alle donne giovani.

        Vuoi saperne di più sui congedi attualmente a disposizione e le modalità per farne richiesta? visita la pagina Congedi.
        Invece qui trovi i servizi offerti da BiellaWelfare.




        22 giugno 2021


        Piattaforme digitali, conciliazione e design di comunità. Video e materiali


        Come si può facilitare la conoscenza dei diritti e delle opportunità offerte a chi ha l'esigenza di conciliare lavoro e vita privata? E' possibile analizzare i bisogni di conciliazione delle singole persone per dare poi risposte personalizzate, concrete e veloci? Quali servizi possono migliorare l’armonia tra impegni di lavoro, responsabilità familiari e tempo libero? Come accedervi? Le piattaforme sono strumenti in grado di fornire risposte innovative ai bisogni di conciliazione? Quale ruolo possono avere le comunità territoriali?


        Di questi e altri interrogativi si è discusso il 21 giugno durante il webinar Piattaforme digitali, conciliazione e design di comunità, la cui registrazione è disponibile sul canale Youtube del Consorzio Sociale Il Filo da Tessere.


        Ed è possibile visionare le presentazioni utilizzate nel corso dell'incontro:

        Scarica le slide Le Piattaforme digitali       







        Il Filo da Tessere
        Finis Terra
        Maria Cecilia
        Tantintenti
        Raggio Verde
        Sportivamente
        Vedogiovane
        Domus Laetitiae